Anticipiamo di seguito il racconto dal titolo "Buona Fortuna” scritto da Ermal Meta che lo leggerà a Milano nell’ambito della Milanesiana Quella donna era molto schiva, non si fidava di nessuno. Cercava di sopravvivere sopra le macerie lasciate dalla dittatura in un paese razziato dai lupi. La paura era il suo make-up quotidiano. Un giorno, per strada, uno sconosciuto la avvicina. «Ho sentito dire delle cose», le bisbiglia. «Sta per succederti qualcosa di orribile». Le si gela il sangue. È credibile che in un periodo storico simile, che in un luogo simile, possano accadere cose brutte ad una donna senza un marito. Lo ha visto succedere tante volte. Rapimenti, sparizioni. Decide di non credergli. Fa finta di niente e tira dritto con poca forza nelle gambe. Il giorno dopo lo stesso uomo la avvicina nuovamente. «Devi andare via di qui!», insiste. Lei questa volta si ferma. «Ho tre figli, dove vuoi che vada?». «I tuoi figli non rischiano niente, tu sì!». «Cosa sto rischiando?». «Beh, lo sai. Con una come te in Grecia ci fanno un sacco di soldi...». Sente il suo battito nelle tempie. Ha sentito tante, troppe volte, cosa succede a una donna che sparisce da un giorno all’altro. Viene brutalizzata fino a quando diventa un agnello. Dopo che l’anima muore, resta solo il corpo che viene venduto per strada ogni notte. Rabbrividisce pensando ai suoi bambini. «Non saprei dove andare e nemmeno come». «Un modo c’è», dice lui. «Conosco una persona che vende un passaporto straniero. Bisogna solo metterci la tua foto». «È illegale!». «Se rimani qui farai una brutta fine», ribatte lui. «Non ho soldi per un passaporto straniero!», dice la donna. «Pagherò io, non preoccuparti», la rassicura lo sconosciuto.