di
Carlo d'Elia
La 30enne polacca ha raccontato di essere stata accerchiata e picchiata da un gruppo di uomini. L'avvocato Domenico Musicco: «La testimonianza dell’uomo che è intervenuto potrebbe essere fondamentale»
«Senza il suo intervento non so cosa mi sarebbe successo. Mi piacerebbe incontrarlo o almeno sapere il suo nome. Gli devo molto e vorrei ringraziarlo per quello che ha fatto. È stato un gesto straordinario, da vero eroe». A più di 48 ore dall’aggressione che sarebbe avvenuta in via Livenza, nella zona di Porta Romana a Milano, l’appello di Anna Aksamit non ha ancora trovato risposta. La modella polacca, 30 anni, laureata anche in chimica, che in città è arrivata proprio per lavoro e qui vive stabilmente da settembre, continua a cercare il giovane che venerdì pomeriggio sarebbe intervenuto per salvarla da sei o sette uomini, affrontandoli da solo e permettendole di mettersi in salvo.
Finora quel che è certo, in attesa delle indagini, è che sul volto, la ragazza porta ancora i segni della violenza: un vistoso ematoma all’occhio destro che continua a gonfiarsi. Subito dopo l’aggressione, sotto choc, ha preferito rifugiarsi nel suo appartamento, a pochi metri dal luogo della violenza, senza andare al pronto soccorso. «Nelle prossime ore andremo in ospedale per gli accertamenti necessari e presenteremo la denuncia alla polizia — dice l’avvocato Domenico Musicco, legale della donna —. Nella zona ci sono due telecamere, vedremo se erano in funzione».











