di
Pierpaolo Lio
La ventenne spagnola in Erasmus e il racconto della violenza di gruppo dopo una serata al «The Beach», discoteca di via Corelli: «Non volevo e avevo paura». La trappola tesa da un ragazzo appena conosciuto
Oltre mezz’ora di incubo. Di terrore. E di violenze che gli inquirenti definiscono «brutali». Che la vittima, una studentessa spagnola di 20 anni, a Milano per un tirocinio nell’ambito del programma Erasmus, ricostruisce al mattino davanti agli investigatori. È ancora sotto choc. E si affida allo spagnolo per ripercorrere quanto le è accaduto nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 maggio. È quella che nei programmi doveva passare con un’amica connazionale al «The Beach», discoteca di via Corelli, alla periferia est del capoluogo, in direzione dell’aeroporto di Linate.
C’è la serata «Fu..ing Beach». Affollata di ragazzi che ballano al ritmo di musica hip hop, trap, reggaeton. Ma quando s’affaccia ormai l’alba, la giovane, che in patria studia Scienze umane e a Milano ha uno stage lavorativo, perde di vista l’amica. «Non saprei dire l’ora esatta in cui ci siamo separate. Mi sono andata a sedere sui divanetti presenti su una pedana in un angolo del locale».










