Milano, 9 giugno 2026 – “Non saprei dire l’ora esatta in cui ci siamo separate...”. Mattina dello scorso 23 maggio, Questura di Milano. Isabel (nome di fantasia), studentessa di Scienze umane iscritta a un’università spagnola e in città per uno stage formativo in un’azienda privata, mette nero su bianco il suo terribile calvario.

Una denuncia estremamente dolorosa da formalizzare, ma che fornisce agli investigatori della Squadra mobile i primi elementi per avviare le indagini coordinate dal pm Rosaria Stagnaro e cercare di identificare in tempi brevi i quattro coetanei verosimilmente italiani che avrebbero compiuto una brutale violenza sessuale di gruppo la notte precedente.

Nel locale

La ventenne spiega di essersi recata la sera prima alla discoteca The Beach di via Corelli insieme a un’amica connazionale, di due anni più grande. A un certo punto, le due studentesse si perdono di vista, anche se Isabel non sa indicare esattamente come e quando: “Mi sono andata a sedere sui divanetti presenti su una pedana in un angolo del locale, dove ho conosciuto dei ragazzi”, prosegue la ricostruzione.

L’universitaria ha solo dei flash di quei minuti: “Non ricordo chi di loro si è avvicinato per primo, ma solo che abbiamo iniziato a parlare”. In quel momento, Isabel non ha alcun timore, tanto che a un certo punto, nella fase finale della serata, esce volontariamente dalla discoteca con uno dei giovani con cui stava chiacchierando.