Il Madison Square Garden può finalmente esplodere di gioia: un’attesa logorante durata 53 anni, dai giorni di Walt Frazier e Willis Reed nel 1973, è arrivata al capolinea. Sconfiggendo i San Antonio Spurs per 4-1 in una serie aspra e tesa, i New York Knicks sono tornati sul trono del basket mondiale.

Se la ribalta e il premio di MVP delle Finals appartengono di diritto allo straordinario Jalen Brunson, autore di 45 punti in Gara-5, il motore nascosto di questo successo parla italiano. Si chiama Riccardo Fois, è nato a Olbia ed entra nella storia come il terzo italiano di sempre a indossare l’anello NBA dopo Marco Belinelli (2014) e Sergio Scariolo (2019).

Un’ascesa costruita sulla competenza, non sulle scorciatoie. Lontano dalla retorica del talento folgorante, il percorso di Fois nasce dalla gavetta e dallo studio: dalla Sardegna vola negli Stati Uniti per studiare e giocare alla Pepperdine University. Il vero salto di qualità tecnica matura però alla Gonzaga University, ateneo d’avanguardia in NCAA, dove per cinque stagioni ricopre il ruolo di director of analytics. È qui che diventa una “figura ibrida” ricercatissima: un ponte tra l’approccio scientifico-statistico americano e la profonda cultura sistemica del gioco europeo.