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Flavio Vanetti

I social celebrano il trionfo dei Knicks guidati dall'Mvp delle Finali. Battuto Wembanyama in una sfida storica che unisce passato, presente e il riscatto di papà Rick

I simpatici blogger de «La Giornata Tipo», uno dei riferimenti sul web dei patiti di basket, per descrivere Jalen Brunson, il nuovo re di New York, ma per estensione del basket, hanno ovviamente usato l’arte della battuta. Un’ironia però non beffarda e che suona piuttosto come un «chapeau» nei confronti di questo quasi 30enne — compleanno il 31 agosto, auguri in anticipo assieme ai complimenti — eletto Mvp delle Finali edizioni 2026.

Ecco una hit parade delle riflessioni sul numero 11 dei Knicks, la cui canotta, immaginiamo, andrà da qui in poi a ruba negli store della Nba: «Mi hanno buttato in mezzo ai lupi e ne sono uscito Brunson»; «L'aura di Brunson è talmente enorme che quando gioca a Risiko e pesca la carta-obiettivo c'è scritto ‘Decidi tu’»; «Jalen Brunson in Shining: ‘Wemby, sono tornato!’». Spiegazione dell’ultima gag: nel film di Kubrick, il Jack Nicholson impazzito spacca con la scure una porta e dice alla moglie: «Wendy, sono a casa amore, sono il lupo cattivo»; in questo adattamento della famosa scena, invece, si parla di Wemby, ovvero di Victor Wembanyama, l’unicorno anche un bel po’ sgarbato che alla fine non ha stretto la mano agli avversari vincitori, messo a cuccia assieme agli altri Spurs.