Il segnale inequivocabile è arrivato in gara 4 con il tap-in allo scadere di OG Anunoby. Una giocata entrata già nella storia dell’Nba e che ha completato la più clamorosa rimonta di sempre in una partita delle Finals da -29 (nessuna squadra era riuscita prima a vincere dopo essere stata sotto di così tanto). Alla fine, New York ce l’ha fatta, 53 anni dopo, a riportare il titolo a casa, a confermare che questo era proprio l’anno giusto. Era l’anno dei Knicks, la prima franchigia capace di fare il “double”, visto che a Las Vegas lo scorso dicembre avevano conquistato anche l’Nba Cup battendo sempre gli Spurs.
Il percorso
New York alle Finals è arrivata lanciatissima con una delle playoff run più memorabili di sempre. Le uniche vere difficoltà sono arrivate nel primo turno contro gli Atlanta Hawks, gli unici capaci di battere due volte i Knicks in questa post-season e andare addirittura in vantaggio nella serie per 2-1. Nei due turni successivi, sono arrivati invece due “sweep” senza appello: 4-0 ai Philadelphia 76ers e soprattutto 4-0 ai Cleveland Cavaliers. Le vittorie consecutive sono arrivate poi a 13, contando anche i due successi sul campo di San Antonio nelle prime due gare delle Finals. In mezzo però ci sono state tante rimonte e tanti episodi che avevano fatto capire alla piazza – probabilmente la più calda di tutta l’Nba – che finalmente era arrivato il loro momento. Anche contro i Cavs, nella gara 1 delle finali di Conference, la squadra di Mike Brown era riuscita a rimontare dal -22. Il -29 contro gli Spurs è stato il capolavoro.














