di

Flavio Vanetti

Riccardo, fra gli assistenti più ascoltati da Mike Brown, racconta la storica vittoria in Nba: «Mi sono trovato nel posto giusto al momento giust». Ora la Nazionale

Dalla parata nel cuore di New York per la vittoria dei suoi Knicks, alla nuova avventura con la Nazionale. Riccardo Fois, uno degli assistenti di Mike Brown – ci permettiamo di aggiungere «uno dei più ascoltati», perché Ricky non è il tipo che si allarga, ma questa è la verità — è rientrato dagli Usa giusto in tempo per unirsi all’Italia che il 2 luglio in Islanda e il 5 a Bologna contro la Lituania chiuderà la prima fase di qualificazione al Mondiale 2027. Come antipasto ci saranno due amichevoli, mercoledì 24 giugno a Gorizia contro la Croazia e il 27 a Celje, avversario la Slovenia. Riccardo, 39 anni, il ragazzo sardo partito da Olbia quasi vent’anni fa come «exchange student» e rimasto in America, è il nostro punto di congiunzione tra il campionato professionistico e il mondo della Nazionale: prima di lui solo Marco Belinelli aveva unito i due aspetti, ora tocca a lui salire sul ponte colorato d’azzurro.

Riccardo, prima di tutto l’emozione della parata celebrativa.«Una cosa da brividi. Non è un evento di tutti i giorni: mi è venuto in mente che l’avevano organizzata per la fine della Seconda Guerra Mondiale — sfilavano tra gli altri Churchill e De Gaulle —, oppure per gli astronauti del primo sbarco sulla Luna. Noi abbiamo abbassato palesemente la media, ma ci è stato permesso di compiere un piccolo passo nella storia».