tempo pieno – Verso la maturitàSegui Domani su Google14 giugno 2026 • 18:49Aggiornato, 14 giugno 2026 • 18:52Le parole anche nella scuola di Valditara non sono mai innocenti. Il “capolavoro”, storicamente, è l’opera che l’apprendista presentava alla corporazione per essere ammesso al rango di maestro. Una parola che rivela un’idea precisa dell’educazioneGli studenti che tra pochi giorni affronteranno la maturità sono stati invitati, il ministero dice “vivamente consigliati” (formula che nella grammatica scolastica significa obbligati senza che nessuno se ne assuma la responsabilità) a caricare sulla piattaforma Unica, dentro il loro E-Portfolio, un prodotto che ritengano rappresentativo delle competenze acquisite. Un podcast, una ricerca, una foto, un torneo di pallavolo, un’esperienza di volontariato, a dir la verità davvero La Qualunque, che Per continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Christian RaimoScrittore e traduttore. Ha collaborato con diverse riviste letterarie (Liberatura, Elliot-narrazioni, Accattone, Il maleppeggio), quotidiani (il manifesto, Liberazione (quotidiano)) e con la casa editrice romana Minimum fax. Con la stessa casa editrice ha pubblicato, nel 2001, la sua raccolta di racconti di esordio, Latte. Il suo primo romanzo, Il peso della grazia, è uscito nel 2012 per Einaudi.
Il “capolavoro” degli studenti-apprendisti: un esercizio di personal branding
Le parole anche nella scuola di Valditara non sono mai innocenti. Il “capolavoro”, storicamente, è l’opera che l’apprendista presentava alla corporazione per essere ammesso al rango di maestro. Una parola che rivela un’idea precisa dell’educazione














