Diciamolo subito: il capolavoro non è per forza un’opera d’arte. E non è obbligatorio, ma aiuta. Non sarà oggetto di colloquio alla maturità, ma serve come biglietto da visita, soprattutto per i commissari esterni che si trovano davanti studenti come i loro, ma sconosciuti.

Si tratta dei migliori lavori – compiti, temi, tesine, video, attività multimediali, conquiste sportive, spettacoli e via dicendo – selezionati dagli studenti, caricati e archiviati online sulla piattaforma Unica del ministero dell’Istruzione e accompagnati da eventuali riflessioni relative al percorso svolto o agli stessi capolavori realizzati.

In poche parole è una autonarrazione del percorso di crescita durante gli anni delle superiori.

Un esempio: una foto di una giornata di volontariato in una mensa per i fragili accompagnato da una breve relazione. Oppure: un video di una partita di tennis agonistico allegato a un racconto di come da uno svantaggio si è riusciti a vincere. Ancora: una tesina interdisciplinare.

Il Capolavoro si trova dentro l'E-Portfolio di ogni studente e studentessa: uno strumento digitale che raccoglie tutte le informazioni sul percorso scolastico degli studenti, sulle competenze maturate negli anni e sulle esperienze formative svolte. E che dovrebbe, dunque, favorire l’orientamento aiutando ragazzi e ragazze a compiere le scelte più in linea con le proprie attitudini e aspirazioni.