Imu, stangata in Basilicata, la denuncia della Uil, alla vigilia della scadenza fiscale del 16 giugno

Stangata Imu in Basilicata, Matera batte Potenza ma il catasto è da rifondare. L’avvicinarsi della scadenza fiscale del 16 giugno per il versamento dell’acconto Imu riaccende i riflettori su uno dei nodi del sistema tributario italiano: la disparità del prelievo fiscale locale. A sollevare il caso, con un’analisi dettagliata è la UIL Basilicata, che rielabora a livello locale i dati emersi dal recente studio nazionale condotto dal Dipartimento Stato Sociale, Politiche Economiche, Fiscali e Previdenziali, Mezzogiorno e Immigrazione della UIL, sotto la guida del segretario confederale Santo Biondo.

UIL BASILICATA ACCENDE IL CASO SULL’IMU

Il dossier evidenzia un paradosso strutturale inaccettabile: cittadini in possesso di patrimoni immobiliari del tutto equivalenti si trovano a sostenere carichi fiscali marcatamente differenti a seconda del Comune di ubicazione del bene, ponendo seri dubbi in termini di equità e giustizia sociale. In Basilicata questa forbice fiscale si traduce in un divario netto tra i due capoluoghi di provincia, con Matera che si conferma sensibilmente più cara rispetto a Potenza. Entrando nel dettaglio dei numeri diffusi dal sindacato, per una seconda casa di tipo standard, i proprietari materani sono chiamati a versare un acconto di 326 euro, per un esborso complessivo annuo che raggiunge i 653 euro; a questo si aggiunge un acconto medio di 33 euro per il possesso di un garage.