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10 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 12:27

Un sistema “diseguale e confuso”. In vista della scadenza del saldo della seconda rata della tassa, il 16 dicembre, la Uil ha fatto i conti sull’Imu. E ha scoperto che, anche a parità di condizioni economiche, il prelievo varia da un Comune all’altro e tra diverse categorie catastali. E non di poco: 3.500 euro a Roma, 3.000 a Milano, meno di 400 a Palermo e Pesaro sono solo alcuni esempi. Lo studio condotto dal servizio stato sociale del sindacato confederale ha fissato la media nazionale a 977 euro, ma ha fatto notare quanto l’Imu sulle seconde case pesi di più soprattutto nelle città del centro-nord. Un altro esempio? A Enna si pagano 460 euro l’anno, a Venezia 2335.

In Italia, l’Imu si versa sulle seconde case, immobili commerciali, terreni e fabbricati e genera un gettito complessivo annuale pari a 19,4 miliardi. Sono escluse le abitazioni principali, escluse però quelle di lusso (categorie A/1, A78 e A/9). Secondo i dati del 2020 dell’Agenzia delle Entrate, nel nostro Paese versano l’imposta 26,1 milioni di proprietari. Per il 41% lavoratori dipendenti o pensionati. Lo studio del servizio stato sociale, politiche fiscali e previdenziali, immigrazione della Uil – guidato dal segretario confederale Santo Biondo – ha indicato Roma (3.499 annuali), Milano (2.957) e Venezia (2.335) come città più care, seguite da Torino e Firenze, che rispettivamente pesano ogni anno 1.984 e 1.973 euro ai proprietari. In cima alla classifica anche Siena, Bologna, Padova, Verona e Salerno. Le città dove “conviene” di più avere un’abitazione di lusso o un secondo immobile sono invece Palermo (391 euro l’anno), Pesaro (394) e Cosenza (395). Seguono Enna, Gorizia, Caltanissetta, Trapani, Agrigento, Crotone e Belluno. La media nazionale è di 977 euro.