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Può l’Intelligenza Artificiale sfuggire al controllo umano e renderci schiavi della tecnologia? Un interrogativo lanciato dal Premio Oscar Gore Verbinski nel nuovo film “Good Luck, Have Fun, Don’t Die”, in concorso al festival, dove è stato proposto ieri al Palacongressi dopo una conversazione col pubblico durante la mattinata. Vincitore della statuetta per “Rango”, il regista statunitense (“The Ring”, “Pirati dei Caraibi”) propone un’avventura al cardiopalma tra commedia, horror e fantascienza, che gioca con gli archetipi dei generi narrativi per lanciare un allarme sulle possibili conseguenze dell’innovazione tecnologica più discussa del momento.
Nel film uno straordinario Sam Rockwell è un uomo folle e misterioso proveniente dal futuro, armato di detonatore, che torna per la 117ª volta in un diner americano col medesimo scopo: reclutare un gruppo di avventori per fermare l’apocalisse che potrebbe arrivare dall’Intelligenza Artificiale e salvare l’umanità. Troverà un gruppo di persone comuni (Haley Lu Richardson, Michael Peña, Zazie Beetz, Asim Chaudhry e Juno Temple), ognuna con una propria ragione per unirsi a un’impresa piuttosto stravagante.








