Paul Schrader, Robert De Niro e ora Martin Scorsese. Nel giro di tre settimane, il trio di maestri del cinema che 50 anni fa diede vita a Taxi Driver ha fatto parlare di sé per lo stesso motivo: l’intelligenza artificiale. Il primo è stato lasciato da una fidanzata Ia, il secondo è il fondatore del Tribeca Film Festival di New York, in corso dal 3 giugno, ovvero il primo grande festival al mondo a inserire in concorso un film realizzato al 100 per cento con l’Ia. Scorsese, dal canto suo, ha reso noto di essere diventato socio e consulente di Black Forest Labs, una startup tedesca di Ia generativa.

Dopo anni di polemiche contro i cinecomics e il cinema preconfezionato, il regista di Quei bravi ragazzi ha assunto l’improbabile volto della Hollywood tecno-ottimista, ma non tutti i cineasti della prima ora sono entusiasti dell’ingresso nei set degli algoritmi intelligenti.

Da Hayao Miyazaki a Guillermo del Toro, il partito dei registi critici ribolle e dal 2023 gli scioperi di attori e sceneggiatori di Hollywood hanno puntato i riflettori sui possibili danni ai lavoratori del settore.

La notizia della morte del cinema è fortemente esagerata

Regista