Il regista statunitense stringe una collaborazione con l'azienda Black Forest Labs per generare lo storyboard di uno dei suoi prossimi film: bufera sul regista, durissime critiche da molti esponenti dal mondo del cinema Usa

Mentre attori come Scarlett Johansson, Cate Blanchett e Matthew McConaughey hanno apertamente dichiarato guerra a suon di campagne di protesta e marchi registrati, Martin Scorsese va controcorrente e decide invece di abbracciare l’intelligenza artificiale generativa.

Il celebre regista statunitense (noto ai più per pellicole del calibro di «Taxi Driver», «Shutter Island» e «The Wolf of Wall Street») ha recentemente stretto un accordo con Black Forest Labs, startup tedesca specializzata nell’AI, per la generazione di storyboard cinematografici: per l’occasione, ricoprirà il doppio ruolo di socio e consulente.

Com’era intuibile, la reazione da parte dell’industria cinematografica è stata immediata, con forti critiche mosse nei confronti del regista. A partire da Karla Ortiz, concept artist che ha lavorato ad una serie di film Marvel (tra cui «Black Panther», «Avengers: Endgame» e «Avengers: Infinity War»), e che sul suo profilo X dichiara: «Sta buttando sotto a treno ogni artista di storyboard con cui ha lavorato: usare la sua eredità e il suo potere per questo è semplicemente disgustoso».Nemmeno Samuel Deats (direttore della serie animata di «Castlevania») è andato tanto per il sottile, anzi: «Mi bastano pochissimi secondi per realizzare lo storyboard di un’inquadratura. Non c’è assolutamente nessuna ragione per aver bisogno dell’intelligenza artificiale, costruita sul lavoro rubato di milioni e milioni di artisti, per creare il tuo storyboard: abbi un po’ d’orgoglio e rispetta i tuoi colleghi».A dirla tutta, Scorsese non è l’unico nel suo campo ad aver fatto questa scelta: un altro celebre regista come Steven Soderbergh ha fatto uso di alcune sequenze realizzate con l’intelligenza artificiale per il suo ultimo documentario, «John Lennon: The Last Interview». E altrettanto si può dire per Gareth Edwards (regista di «Jurassic World Rebirth»), che definisce lo strumento come «un genio assoluto nell’aiutarti».