Roma, 6 giugno 2026 – Alla fine, ha ceduto anche l’ultimo baluardo. Martin Scorsese, che derubricò i cinecomic Marvel a “non cinema”, è entrato come advisor nella società tedesca Black ForesLabs – start-up nata nel 2024 a Friburgo specializzata in modelli che generano immagini a partire da un testo – e ha raccontato al Times di averne testato i modelli generativi per costruire lo storyboard di una scena del suo nuovo film.
“Il cinema è un mezzo giovane, ha appena 125 anni: dobbiamo restare aperti a come può evolvere”, ha detto il regista di Killers of the Flower Moon. Per settant’anni, ha aggiunto, il maestro 83enne ha disegnato da sé i propri storyboard: ora l’Ia gli serve per comunicare più in fretta a cast e troupe ciò che gli frulla in testa.
Apriti cielo: dal mondo dei creativi del cinema si è subito levata l’accusa di “gettare sotto il treno” gli storyboard artist, e di fomentare un sistema per cui i modelli algoritmici sono addestrati sulla pelle del lavoro degli illustratori. Eppure, Scorsese è solo l’ultimo della lista.
I precedenti: da James Cameron a Peter Jackson
James Cameron siede dal 2024 nel consiglio di Stability Ai – la società che ha creato Stable Diffusion, tra i primi generatori di immagini da testo – e parla apertamente di come sia possibile dimezzare i costi dei kolossal – non licenziando persone, ha precisato in un podcast lo scorso anno, bensì raddoppiando la velocità d’esecuzione degli artisti.










