Uno dei grandi veterani di Hollywood, Martin Scorsese non ha certo intenzione di rinunciare a cavalcare la contemporaneità. L'abbiamo visto proprio di recente, quando ha prestato la sua voce a uno dei personaggi del nuovo film di Star Wars, The Mandalorian and Grogu, e anche grazie alla sua comparsa sulla copertina del nuovo album di Charli XCX, Music, Fashion, Film. Ma per un filmmaker come lui il dibattito contemporaneo si basa soprattutto su un elemento, che fa anche molto discutere: l'intelligenza artificiale. E in una mossa che scatenerà sicuramente opinioni opposte e controverse, il regista di Taxi Driver e The Departed ha deciso di sostenere Black Forest Labs, una start up specializzata nella generazione di immagini per il cinema grazie all'AI. A quanto pare dal 2025 Scorsese è partner e consulente di quest'azienda che lui stesso ha sperimentato nella pre-produzione di un suo nuovo film.“Sono interessato all'intersezione tra tecnologia e storytelling, e vedere come si possano spingere più in là i limiti della creatività per creare esperienze più ricche e profonde per il pubblico”, ha dichiarato in un comunicato ufficiale ripreso dal New York Times, per poi aggiungere: “Ricordate, il cinema è un mezzo di comunicazione giovane, solo 125 anni circa, quindi dobbiamo essere aperti alle sue evoluzioni”. Scorsese ha realizzato anche un video di tre minuti proprio in collaborazione con Black Forest Labs in cui spiega le peculiarità ma anche le difficoltà del suo processo creativo: “C'è sempre stato un problema: come fare a portare nella realtà le immagini che vedi qui, dentro la tua testa? Come un pittore con una tela”. Prosegue descrivendo il setting che ha in mente per una scena, una cittadella medievale attraversata da una stradina e da un'auto guidata da un uomo anziano di origini est-europee, ed ecco che, dopo pochi input nel tool AI e pochi secondi, l'immagine viene generata sullo schermo.Martin Scorsese - che in passato aveva scatenato altri dibattiti criticando duramente i cinecomics come titoli iper-prodotti e lontani dalla vera essenza del cinema - continua poi parlando della famosa scena in steadycam di Quei bravi ragazzi, quella in cui Ray Liotta fa il suo ingresso nel nightclub di Copacabana. Quella scena ha richiesto la creazione di una serie di numerose maquette per preparare la disposizione delle camere e delle luci, una produzione ingente che, secondo il regista, oggi sarebbe stata semplificata proprio dall'intelligenza artificiale.In effetti quello che pare immaginare Scorsese è uno scenario in cui l'AI aiuta soprattutto la fase di pre-produzione, di traduzione cioè delle “idee cinematografiche” in indicazioni alla troupe e agli altri reparti creativi che non siano solo verbali ma anche visivi, in sostanza già “cinematografici” di per sé. Non per questo ci si aspetta che la presa di posizione del filmmaker non generi accese polemiche: fin da quando gli strumenti di creazione generativa sono diventati di utilizzo comune, dal 2022 circa, il mondo di Hollywood ha reagito con grande preoccupazione all'eventualità di perdere da una parte numerosi posti di lavoro e dall'altra un'effettiva creatività e originalità.Anche lo sciopero degli sceneggiatori e degli attori che ha paralizzato il cinema americano nel 2023 aveva al suo centro parecchie di queste rimostranze contro le nuove tecnologie. Ultimamente, tuttavia, sono numerosi gli esempi che dimostrano un atteggiamento più morbido su questi temi: James Cameron è nel board della società Stability AI; allo scorso festival di Cannes la giurata Demi Moore ha dichiarato che “la battaglia contro l'AI sarà in perdita”, tanto vale cercare un modo di sfruttarla; al prossimo TriBeca Film Festival di Robert De Niro verrà mostrato un documentario sull'Iran creato interamente con l'intelligenza artificiale. Le opinioni sono anche qui molto divise, tra chi lo considera un piegarsi incondizionato e chi vede i vantaggi per migliorare il lavoro creativo. Resta da capire che nuovo significato assumerà quel famoso meme con protagonista proprio Martin Scorsese in cui, meravigliato e soddisfatto, proclamava: “Absolute Cinema!”.
Martin Scorsese ha deciso di sostenere una start up di intelligenza artificiale per il cinema
Il regista è solo uno degli ultimi esempi di un atteggiamento più morbido di Hollywood nei confronti dell'AI










