È singolare presentare un nuovo partito politico recitando la preghiera di un corpo militare, perché in democrazia non si dovrebbe andare alla politica come alla guerra.

Ancora più singolare, per un movimento nazionalista, recitare la preghiera dei paracadutisti di un altro Paese, la Francia, per altro protagonisti nel 1957 di un’operazione storicamente quanto meno discussa, come la Battaglia di Algeri.

Ma la provocazione è chiaramente voluta.

A guardare bene, tuttavia, l’originalità dell’esordio ufficiale di Futuro nazionale si limita a questo.

Perché in assenza, per ora, di un programma politico, quanto detto ieri all’Auditorium Conciliazione di Roma è già stato molto ascoltato, negli anni.