L’esercito di Roberto Vannacci si allarga e alla «sporca dozzina» che ha in Parlamento, si aggiungono «la feccia e i figli di nessuno» che il generale arruola per costruire il suo partito. E’ lui a chiamarli così con fierezza, aprendo l’assemblea costituente di Futuro Nazionale. Il ‘battesimò della nuova creatura si celebra a pochi metri da San Pietro e il percorso per arrivarci è blindatissimo. Nella sala dell’auditorium della Conciliazione (off limits per stampa e tv e con le 1750 poltrone tutte occupate, dicono gli organizzatori) risuonano gli slogan del generale. Pochi in realtà, nonostante l’intervento fiume di un’ora. E impastati soprattutto di sovranismo e remigrazione. “L’Italia agli italiani», urla dal palco l’ex paracadutista, perché «noi non ci vergogniamo di dirlo», rivendica. Anzi chiede ai presenti di ripetere il mantra in coro. E insiste: «Prima la parola remigrazione non si poteva dire, adesso ci dicono che non si può fare perché non si può togliere la cittadinanza». Infine a sorpresa, recita la preghiera dei paracadutisti francesi e chiosa: «Con la forza e la fede andremo avanti, il resto lo conquisteremo da soli».Poi l’affondo politico. Ed è contro il centrodestra di governo che si accanisce. E contro Forza Italia più di tutti: elenca una ventina fra emendamenti e norme su cui gli azzurri in Europa, con il Ppe, avrebbero votato come Pd e M5s. Perciò non ci sta a passare, lui e il suo movimento, per la «stampella“ della sinistra. E’ l’accusa che gli ha rivolto la premier Meloni giovedì in Aula dicendo che «la vera destra» non vota contro la maggioranza e pro sinistra. Vannacci non cita mai Meloni (e nemmeno Matteo Salvini, mentre indica più volte Antonio Tajani) ma all’esecutivo manda il suo messaggio: all’ultimatum ‘o con noi o con la sinistrà non ci sta. E contrappone i futuristi che sono «i guardiani del sovranismo e della cittadinanza». Perciò chiede provocatorio: «Mi dovrei alleare con quest’alleanza di centrodestra che continua a portare avanti l’agenda Draghi?». Sembra chiudere, così, all’ipotesi di un patto futuro. «Non ho mai parlato di adesione al centrodestra, non è una mia istanza». Quindi forte del 5% che il partito «ha già prima di nascere“ rimarca le sue linee e chiosa: «Io non le cambio nè mi ammorbidisco». Il generale dice la sua anche sull’episodio delle ’ginocchierè (parola usata dal pentastellato Francesco Silvestri parlando di Meloni) «Se avessi provato a mettermi nei panni di una donna quella frase non l’avrei percepita come sessista».
Vannacci lancia il suo partito: «Fieri di essere feccia, ora l'Italia agli italiani»
L’esercito di Roberto Vannacci si allarga e alla «sporca dozzina» che ha in Parlamento, si aggiungono «la feccia e i figli di nessuno» che il generale arruola...
Vannacci lancia Futuro Nazionale con 1.750 delegati e 8 deputati su sovranismo e remigrazione. Il rafforzamento della destra sovranista introduce volatilità su tassazione digital, immigrazione talenti e allineamento normativo EU—fattori rilevanti per business tech italiani.










