Diverse tonnellate di plastica agricola rimosse dai terreni della Terra dei Fuochi. È il bilancio della prima giornata della campagna "Ambiente e Agricoltura, Responsabilità in campo", promossa dal Commissario Unico per la bonifica dei siti contaminati, Generale Giuseppe Vadalà, e da PolieCo – Consorzio Nazionale per il Riciclaggio dei Beni in Polietilene – realizzata insieme alle Associazioni di categoria e agli operatori della filiera. Le operazioni sono partite da Teverola e Frignano e proseguiranno lunedì e nei giorni successivi, attraversando Casaluce, Villa Literno, Giugliano, Trentola, Vitulazio, San Tammaro, Cancello ed Arnone, Parete, Grazzanise, Marcianise e Maddaloni.

Tra i materiali rimossi, ci sono manichette di irrigazione, teli da serra, teli da pacciamatura, cassette e altri manufatti plastici che tendono ad accumularsi nei fondi a fine stagione, spesso per mesi. C'è una ragione urgente dietro la tempistica della campagna. Più a lungo restano abbandonati nei campi, più cresce il rischio che qualcuno li smaltisca nel modo più rapido, e più devastante, possibile: il rogo. Fuochi che non bruciano soltanto plastica, ma rilasciano nell'aria e nel suolo sostanze tossiche, alimentando quel ciclo di avvelenamento che per anni ha tenuto sotto accusa l'intera area. Intercettare quei materiali prima che finiscano incendiati è dunque l'obiettivo primario: ogni chilo rimosso è un rischio in meno per la salute di chi abita e coltiva questi territori.