La Terra dei Fuochi non è più soltanto il simbolo di un dramma ambientale e criminale legato ai traffici illeciti di rifiuti, ma sta diventando un laboratorio di riscatto e di economia circolare. Al centro di questa transizione c’è il consorzio PolieCo, guidato dalla direttrice Claudia Salvestrini, da anni in prima linea nel denunciare le rotte illegali dei rifiuti speciali e le ecomafie che devastano i territori. Oggi, grazie a una storica sinergia con il Commissariato di Governo e associazioni di categoria come Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri, il Consorzio ha avviato un piano straordinario per sottrarre le plastiche agricole ai circuiti illegali e ai roghi tossici, restituendo dignità e sicurezza al suolo campano. Abbiamo intervistato la direttrice per tracciare il bilancio tra la rigida attività di contrasto alle illegalità e le nuove soluzioni operative sul campo.
Intervista
Direttrice Salvestrini, lei ha spesso definito il traffico illecito nella Terra dei Fuochi come una 'matrice sistemica' che non riguarda solo il Sud, ma che vede il coinvolgimento attivo di aziende del Nord e un preoccupante vuoto nei controlli preventivi. Dal punto di vista di PolieCo, quali sono le falle normative o burocratiche più urgenti da sanare per bloccare sul nascere il business criminale dei rifiuti prima che si trasformi in roghi tossici?








