Non proprio la "Terra dei fuochi", ma poco ci manca. Dopo i sacchi neri, arrivano i rifiuti interrati a Tavola, vicino al parco delle Cascine e al torrente Ombrone. E’ l’ultima scoperta fatta dalla procura di Prato, insieme ai carabinieri forestali e alla polizia locale, in una vasta area che era stata destinata all’interramento dei rifiuti speciali delle lavorazioni di un vivaio gestito da un uomo di origine indiana.

Adesso le circa trenta tonnellate di rifiuti speciali, prevalentemente plastica, scoperti in un terreno agricolo di 2.800 metri quadrati, interrati nella zona di Tavola, a Sud-Ovest della città e non distante dal letto del torrente Ombrone, sono state finalmente rimosse. A renderlo noto è stato il procuratore Luca Tescaroli che ha fatto sapere come i rifiuti "sono stati avviati a corretto smaltimento" verso due centri di raccolta autorizzati a Pistoia e a Carmignano. Le spese di smaltimento, chiaramente, saranno a carico degli imputati, un indiano risultato proprietario del terreno e un suo dipendente italiano che lo aiutava con le operazioni per sotterrare i rifiuti.

Le indagini sono partite in seguito a un esposto presentato da un privato cittadino che riferiva di aver assistito all’interramento di rifiuti nei terreni di una azienda vivaistica della zona. I mirati servizi di appostamento e di controllo avviati, anche con l’ausilio di strumenti elettronici di controllo da remoto, come telecamere, per sorvegliare l’area oggetto di segnalazione hanno consentito, nel corso del 2024, di cogliere in flagranza un uomo intento a interrare rifiuti di natura plastica in uno dei due terreni finiti nel mirino degli investigatori.