Sono serviti tre giorni per domare le fiamme che, a partire dall’8 giugno, si sono diffuse nell’impianto Delca Energy di Lugnano (frazione di Vicopisano), un'azienda che è autorizzata a stoccare rifiuti – essenzialmente materiale plastico pressato per trasformarlo in combustibile solido secondario (CSS) – e ad oggi sono ancora in corso le analisi da parte dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpat) in merito alle ricadute inquinanti – sia a livello atmosferico sia in campioni vegetali.

È in questo contesto che Legambiente Toscana lancia un appello, affinché venga innalzato il livello di attenzione sugli inquinanti e, in tal senso, fare in modo che i monitoraggi di Arpat siano divulgati con chiarezza alla comunità locale, giustamente molto preoccupata per le conseguenze ambientali e sanitarie di un evento così grave per il territorio pisano. Al contempo, chiede con urgenza che si pongano in essere tutte le operazioni necessarie alla bonifica dei luoghi interessati dalla nube tossica che si è sprigionata a seguito dell’incendio.

Oltre alle analisi ambientali, il Cigno verde regionale chiede di approfondire le dinamiche dell'incendio e indagare a fondo affinché si chiariscano i fatti e le eventuali responsabilità. «Anche in questo caso – chiosano gli ambientalisti – serve rispettare la Direttiva 2004/35/CE sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale: “Chi ha inquinato, paghi”».