Sono serviti tre giorni per domare le fiamme che, a partire dall’8 giugno, si sono diffuse nell’impianto Delca Energy di Lugnano (frazione di Vicopisano), un'azienda che è autorizzata a stoccare rifiuti – essenzialmente materiale plastico pressato per trasformarlo in combustibile solido secondario (CSS) – e ad oggi sono ancora in corso le analisi da parte dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpat) in merito alle ricadute inquinanti – sia a livello atmosferico sia al suolo.
Gli ultimi dati resi noti dall’Agenzia risalgono al 12 giugno: per quanto riguarda Diossine e Furani, PCB e IPA (Benzo[a]Pirene) si parla di «scarsa deposizione di polveri derivanti dall’incendio» anche nelle zone stimate come di massima ricaduta, ma per questa settimana sono attesi i risultati su altri campioni prelevati dopo l’incendio. Ma la preoccupazione da parte dei cittadini dell’area resta altissima.
Ieri si è svolto un confronto tra l’Amministrazione comunale di Vicopisano e rappresentanze sindacali, che hanno sollecitato l’istituzione di un Tavolo tecnico permanente che coinvolga Arpat, Asl e Vigili del fuoco, sottolineando al contempo l’urgenza di sostegno ai lavoratori e alle aziende del territorio coinvolti dalle conseguenze dell’evento, inclusi gli aspetti relativi agli ammortizzatori sociali e agli eventuali interventi di ripristino. «Le preoccupazioni dei lavoratori e dei cittadini sono anche le nostre. Andiamo avanti insieme, con un percorso condiviso e trasparente», risponde il sindaco Matteo Ferrucci.














