L'impressionante colonna di fumo generata dall'incendio di materiale plastico e accanto i campionamenti dell'Arpat (Foto Enrico Mattia Del Punta )Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciVicopisano, 12 giugno 2026 – I primi risultati delle analisi effettuate da Arpat sui campioni di vegetazione prelevati dopo l'incendio dell'8 giugno alla Delca Energy di Lugnano non evidenziano particolari criticità. L'Agenzia ha reso noto che i campioni raccolti il 9 giugno nelle aree individuate come quelle di massima ricaduta dei fumi mostrano valori di diossine e furani, Pcb e Ipa (Benzo[a]Pirene) "praticamente inferiori al limite di quantificazione e comunque inferiori ai valori del fondo naturale".

La densa colonna di fumo si alza dallo stabilimento della Delca Energy a Lugnano, nel comune di Vicopisano (Pisa), dopo l'incendio in un capannone di stoccaggio dell'azienda specializzata nel recupero e riciclaggio di materiale plastico(foto di Enrico Mattia Del Punta)

L’ostacolo alla formazione di inquinanti

Secondo Arpat, l'incendio avrebbe raggiunto temperature molto elevate, una condizione che ostacolerebbe la formazione di diossine e altri microinquinanti organici. Inoltre, la colonna di fumo avrebbe superato i mille metri di altezza favorendo una dispersione ampia del particolato e ricadute al suolo considerate modeste. L'assenza di deposizioni significative, ha rivelato sempre l'Agenzia, "sembra confermata anche dai vegetali a foglia larga utilizzati come deposimetri naturali", nei campioni analizzati non sarebbe stata osservata visivamente la presenza di ceneri.