Un successo, con una adesione che è di circa l’80 per cento. A conferma di quanto la vertenza sia sentita. Lo sciopero del trasporto pubblico urbano a Potenza ottiene un’alta adesione, riportando l’attenzione su una vicenda che, ogni giorno che passa, si scalda sempre più, soprattutto per l’avvicinarsi della data del 30 giugno, quando l’attuale servizio scadrà. Fatte salve le fasce di garanzia i bus sono rimasti nei capannoni ed i lavoratori hanno incrociato le braccia per 24 ore (dopo averlo fatto sciopero per sole 4 ore lo scorso 8 maggio) in attesa dell’incontro convocato per il 18 giugno dal Comune di Potenza con i sindacati. Un incontro da cui molti attendono risposte.

A cominciare dallo stesso primo cittadino, Vincenzo Telesca, che non ha ancora firmato il nuovo contratto per le difficoltà finanziare dell’Amministrazione e nel bilancio previsione 2026, ha previsto per il trasporto pubblico tagli per 650mila euro. Come più volte sollecitato, la speranza è che a dare una mano al capoluogo sia la Regione. Una richiesta che il sindaco ha di nuovo ripresentato al governatore Bardi. “Ho nuovamente chiesto alla Regione un sostegno economico perché il Comune capoluogo offre il servizio non solo ai suoi cittadini, ma anche ai pendolari. Confido che la Regione, e il presidente Bardi, possano concedere nell’immediato almeno i fondi necessari per il primo rinnovo per evitare tagli e il ricorso alla società in house“, sottolinea il primo cittadino del capoluogo, evidenziando come la richiesta di aiuto riguardi quelle che sono le “tematiche più stringenti tra cui quella dei servizi che potrebbe essere negati: trasporti, assistenza all’autonomia, mensa e trasporto scolastico”. “A fronte dei 5 milioni di euro di cui abbiamo bisogno ho chiesto al presidente di darmi un milione e 100mila euro per questi servizi. Attendo e spero che la risposta mi arrivi entro il 18 giugno. Ci stiamo avvicinando alla sottoscrizione del contratto, che io non posso sottoscrivere se non ho i fondi”, conclude Telesca. Intanto, a continuare ad esprimere preoccupazione sono i sindacati. “Siamo alle porte dal primo luglio ed i lavoratori non sanno che cosa faranno: se saranno dipendenti della Miccolis o di una società in house” sottolinea Sebastiano Colucci, segretario regionale della Fit Cisl, mentre per Vito Lucia, segretario della Uil trasporti, “la preoccupazione è chiara: anche perché non ci hanno risposto, nonostante gli scioperi. Speriamo che per la data del 18 giugno abbiano trovare le risorse”. Netto anche il segretario regionale della Filt Cgil, Luigi Ditella, secondo cui “il Comune di Potenza non ha ancora ben definito se vuole sottoscrivere il contratto, così come è uscito dalla stazione unica appaltante. Ci potrebbe essere un forte ridimensionamento del servizio e del personale. Siamo preoccupati perché si parla di un taglio del personale consistente”, conclude Ditella. La speranza di sindacati e lavoratori, dunque, è che per il 18 giugno arrivino buone notizie, soprattutto che il Comune abbia le risorse per sottoscrivere il nuovo contratto per il servizio di trasporto pubblico urbano.