di Chiara Amati
Dopo mesi di polemiche e accuse di abusi ai danni dello staff, il ristorante-simbolo della nuova cucina nordica tornerà operativo il 5 agosto prossimo con una nuova leadership interna guidata dallo chef Pablo Soto. La vera sfida sarà capire se il «Noma» potrà sopravvivere al mito del suo fondatore
Il «Noma» — ristorante tre stelle Michelin per cinque volte al primo posto nella classifica The World's 50 Best Restaurants — riapre i battenti dopo lo scandalo per i ripetuti casi di vessazioni ai danni dello staff. A comunicarlo, attraverso un video Instagram, è il suo storico chef e cofondatore René Redzepi che, dagli States dove si trova, ufficializza: «Ciao amici, saluti da Los Angeles, ci sono novità. Noma riapre il 5 agosto a Copenaghen». Il locale, che ha ridefinito l’alta cucina contemporanea, tornerà operativo, ma con un nuovo assetto. E un René Redzepi meno centrale di quanto il mondo gastronomico sia stato abituato a vedere negli ultimi vent’anni.
Sui socialL’annuncio arriva dopo un periodo complicato per il ristorante-simbolo della nuova cucina nordica, travolto i mesi scorsi dalle accuse di abusi verbali, fisici e psicologici emerse grazie al movimento «Noma Abuse». E poi amplificate su scala mondiale da un’inchiesta del New York Times basata sulle testimonianze di 35 ex dipendenti. Redzepi, lo scorso marzo, aveva ufficializzato la propria uscita dalla gestione quotidiana, spiegando al team di volersi «fare da parte per proteggere il ristorante». Ora quel passaggio è definitivo. Riconosciuto come il padre della New Nordic Cuisine, lo chef danese resterà proprietario del «Noma», ma con il ruolo di Creative Director: guiderà, cioè, la visione creativa e i progetti futuri, lasciando però le operazioni ordinarie a una nuova generazione cresciuta dentro al ristorante.













