La prorettrice Catia Giaconi, la prof Laura Marchegiani, il rettore John McCourt e il direttore generale Domenico Panetta"Il tasso di occupazione dei laureati in educazione e formazione è del 100%, un primato assoluto tra 27 atenei italiani". Cresce l’occupazione dei laureati all’Università di Macerata, e i contratti stabili sono in aumento. Almalaurea registra performance solide sul fronte dei percorsi magistrali, accompagnate da una crescita costante anche per i titoli triennali. A cinque anni dal conseguimento del titolo è occupato il 90,6% dei laureati magistrali, un dato in miglioramento rispetto alla precedente rilevazione. Ancora più elevato il risultato dei laureati magistrali a ciclo unico, che raggiungono il 99,3% di occupazione con un tasso di disoccupazione pari a zero. In crescita anche i laureati triennali: a un anno dalla laurea il tasso di occupazione passa dal 41,3% del 2024 al 48,2% del 2025. L’indagine evidenzia un progressivo consolidamento della qualità dell’occupazione. Se a un anno dal titolo un terzo dei laureati magistrali ha un contratto a tempo indeterminato, a cinque anni la quota raddoppia, sfiorando il 60%. Una crescita simile tocca anche i laureati a ciclo unico: dopo cinque anni quasi la metà degli occupati ha un posto fisso. Molto positivo anche il giudizio sull’efficacia degli studi. Il 91% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza, a conferma della qualità percepita dei percorsi formativi e dei servizi offerti dall’ateneo. L’Università di Macerata si posiziona ai vertici nazionali in diversi settori. Il fiore all’occhiello è l’area di educazione e formazione, a ciclo unico: a cinque anni dal titolo, il tasso di occupazione tocca il 100% ed è accompagnato dal pieno gradimento degli ex studenti, che considerano la laurea fondamentale per la propria carriera. Anche giurisprudenza brilla a livello nazionale con un tasso di occupazione del 98,5%, superando di ben sette punti la media italiana. Sul fronte delle magistrali biennali, infine, l’area linguistica batte la media nazionale per stipendi e soddisfazione, mentre i settori umanistico ed educativo si distinguono per contratti più stabili e per l’utilità reale del titolo nel mondo del lavoro. "Questi risultati sono frutto di un lavoro collettivo – spiega il rettore John McCourt – ringrazio quindi tutta la squadra di Unimc".