Sette giovani su dieci non accettano più lavori sottopagati, aumenta il tasso di occupazione tra i neolaureati e quasi il 60% di loro è donna. È la fotografia del “XXVIII Rapporto AlmaLaurea su Laurea e Occupazione” presentato all’Università degli Studi della Basilicata: dallo studio, che ha coinvolto 700mila laureati di 81 università diverse, emerge un Paese in cui i laureandi sono diventati sempre più attenti alle proposte di lavoro. Per la direttrice di AlmaLaurea, Marina Timoteo, il rapporto segnala che “lo sguardo di laureate e laureati sul lavoro è uno sguardo attento e ha precise direzioni sul piano valoriale”.

Occupazione all’80%: più coerenza tra studio e lavoro

Il report registra un netto aumento del tasso di occupazione che ruota intorno all’80% tra i neolaureati. A cinque anni dal conseguimento del titolo la quota sale al 91,7%. Numeri ottimi, considerando anche che, alla vigilia della laurea, il 76,4% degli studenti e delle studentesse dichiara di non voler accettare lavori non coerenti con il proprio percorso (nel 2016 la quota era dell’87,2%). Cresce anche la percezione che ci sia una buona coerenza tra studio e lavoro, giudicata da due persone laureate su tre “molto efficace o efficace”. Rimane però sempre un 39,4% (tra chi ha una laurea di primo livello) e un 32,5% (di secondo livello) che a un anno dal titolo non considerano utili per il mondo del lavoro le competenze acquisite in università. Gli strumenti di accompagnamento offerti dagli atenei pesano su queste statistiche, anche perché dal report emerge che chi ha preso parte alle iniziative di orientamento al lavoro, tra cui i tirocini curricolari, ha mostrato una probabilità di occupazione più alta del 10,1% a un anno dalla laurea e un minore disallineamento rispetto a chi non ne ha usufruito.