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Diana Cavalcoli

Il rapporto di AlmaLaurea: il tasso di impiego cresce superando il 90% a 5 anni dalla laurea ma i neolaureati mostrano una selettività senza precedenti

Più occupati, ma più esigenti sulla busta paga. Il nuovo rapporto Almalaurea su Laurea e Occupazione fotografa un'Italia in cui, ed è una buona notizia, il tasso di impiego dopo il titolo cresce superando il 90% a cinque anni dalla laurea, ma i neolaureati mostrano una selettività senza precedenti: il 66,9% rifiuta oggi offerte con retribuzione netta mensile inferiore a 1.500 euro per un tempo pieno. Nel 2016 era solo il 24,4%.

Il fattore inflazioneUn balzo che il Consorzio spiega con una doppia spinta: da un lato la crescente volontà di vedere riconosciuto economicamente l'investimento in formazione, dall'altro l'erosione del potere d'acquisto degli ultimi anni legato all’inflazione. Cresce anche il rifiuto verso impieghi non coerenti con il percorso di studi: oggi il 76,4% dei laureandi non li accetterebbe, contro l'87,2% di disponibilità registrata dieci anni fa, una flessione di quasi 11 punti.