Pubblicato il: 20/05/2026 – 12:39
di Paola Suraci
REGGIO CALABRIA Cultura, identità, futuro. Non è solo uno slogan sui banner che accolgono i nuovi studenti: è la traiettoria che l’Università Mediterranea di Reggio Calabria sembra aver imboccato con convinzione. Ventotto corsi di laurea, un bilancio in attivo di sei milioni di euro, immatricolati cresciuti del 35% in due anni e un campus finalmente in dirittura d’arrivo. L’ateneo si presenta al nuovo anno accademico 2026-27 con il passo di chi ha smesso di inseguire e ha cominciato a costruire: più ampia nell’offerta, più solida nei conti, più ambiziosa nei progetti. La novità che apre la stagione – il corso in biotecnologie – è il simbolo di un’università che guarda al futuro senza perdere di vista il territorio.Il rettore Giuseppe Zimbalatti, davanti alla numerosa platea dell’aula magna “Quistelli”, insieme al prorettore vicario Massimo Lauria, alla prorettrice delegata alla Didattica e all’Orientamento Rossella Marzullo, al prorettore delegato alla Didattica Antonino Vitetta, al prorettore delegato per il Diritto allo Studio Antonio Taccone, al direttore generale Pietro Foti e al presidente del Consiglio degli studenti Andrea Fuda, ha illustrato i risultati: «È una giornata importante perché abbiamo presentato la nostra offerta formativa che ci consente di raggiungere i 28 corsi di laurea attivati con biotecnologie, che sarà la novità dell’anno accademico 26-27, a consolidare la precedente offerta formativa in questi ultimi anni. Si è molto arricchita: ricordo ingegneria meccanica, ingegneria biometrica, scienze motorie, design magistrale, scienze dell’educazione magistrale. Insomma, un’università che si muove e che vuole sempre più coprire le esigenze formative del territorio».









