REGGIO CALABRIA – Mettere a terra i fondi del Pnrr per la ricerca, il futuro degli studenti e lo sviluppo del territorio. È questa la sfida che l'Università Mediterranea di Reggio Calabria ha raccolto — e, per molti versi, già vinto — presentando i risultati di @Frontiers, 42 mesi di lavoro nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, presentati lo scorso 30 marzo in una giornata all’insegna dell’innovazione con accademici, autorità regionali e locali, rappresentanti ministeriali, che ha testimoniato il valore strategico di quanto costruito.
Ad aprire i lavori, il rettore Giuseppe Zimbalatti, che ha tracciato il senso dell'intera giornata con parole che guardano al territorio prima ancora che ai numeri: "La nostra università è riuscita a toccare settori che vanno dall'agricoltura ai trasporti, fino alla ricerca più avanzata. Speriamo che tutto questo serva al futuro dei nostri ragazzi e ragazze, ma anche allo sviluppo del territorio”. Accanto a lui, in conferenza congiunta, i Rettori delle università calabresi e lucane: Gianni Cuda dell'Università Magna Graecia di Catanzaro, Gianluigi Greco dell'Università della Calabria e Ignazio Mancini dell'Università della Basilicata, a ribadire come il percorso avviato con il Pnrr abbia rafforzato la rete accademica del Mezzogiorno nel suo complesso. Ha preso la parola anche Andrea R. B. Fuda, Presidente del Consiglio degli studenti, voce di quella generazione di giovani ricercatori che è stata al centro dell'intera progettualità. Il prorettore alla Ricerca, trasferimento tecnologico e terza missione Massimo Lauria ha inquadrato la portata del cambiamento: “Il Pnrr ha cambiato il modo di fare ricerca, ci ha permesso di farlo con competitività. Grazie al Piano tanti giovani hanno avuto modo di fare ricerca e oggi ne condividiamo risultati di grande eccellenza”. Lauria ha anche anticipato la prospettiva futura: il nuovo piano triennale della ricerca, licenziato a gennaio, intende potenziare collaborazioni e poli di ricerca tra università, centri di ricerca e aziende.






