Il generale si prepara alla Costituente di Futuro nazionale in un clima rovente. Dopo l'attacco della premier in Aula, i vannacciani raccontano di una premier "sotto pressione" e pungono: "Meloni ci ha fatto un regalo".

Mentre i partiti di centrodestra tengono il punto. E in una telefonata tra leader, definiscono una 'linea comune' per l'assemblea targata FnV. La presidente del Consiglio, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi - tutti invitati alla kermesse - decidono di non partecipare direttamente né con prime linee. Ma preferiscono inviare delegazioni composte da segretari romani o da esponenti locali. Una presenza che - sottolineano fonti qualificate - non rappresenta necessariamente un'apertura verso il partito di Roberto Vannacci.

È certo, però, che dopo lo scontro parlamentare, il generale continua ad agitare i partiti di centrodestra. Che non ignorano l'appuntamento ma scelgono, al tempo stesso stesso, di non dargli troppa importanza. All'assemblea, insomma, non sono previsti big. I deputati targati FnV tra qualche ora apriranno le porte di un Auditorium della Conciliazione, dove si prevede il "tutto esaurito", a circa 1500 delegati del partito da tutta Italia.

E saranno loro i protagonisti della kermesse che segnerà ufficialmente la nascita della creatura politica di Vannacci. "Studenti, braccianti, operai, professionisti, al centro della scena il popolo che costruisce il partito dal basso", spiegano gli animatori di Futuro Nazionale, alle prese con gli ultimi dettagli. Sarà il generale a concludere la due giorni romana che definirà la struttura del partito, con tanto di esecutivo nazionale e programma. Famiglie, imprese e scuola, almeno, tra i punti che si andranno ad aggiungere ai cavalli di battaglia per una linea programmatica a 360 gradi.