Gelo tra la premier Meloni e il leader di Fn Roberto Vannacci, che oggi ha chiuso la costituente nazionale presentando il programma del partito. Tra battute, frecciatine e attacchi diretti, i rapporti tra i due non potrebbero essere più tesi di così. Prima il generale dà torto a Meloni sull’affaire ‘ginocchiere’, quindi critica il governo per aver introdotto il reato di femminicidio. Infine il vannacciano Pozzolo accusa la premier di aver “perso il coraggio per strada”. Con queste premesse negoziare per un’alleanza sembra un’impresa.

"Orgogliosi di essere feccia". Lo ripetono continuamente i vannacciani nella giornata conclusiva della costituente nazionale, intervenendo sul palco con il simbolo di Futuro Nazionale di Vannacci che campeggia sul fondo blu. Mentre nella sala piena dell'Auditorium Conciliazione sventolano bandiere bianche con il logo del partito al centro. Tra di loro si chiamano "futuristi" e "camerati", salvo poi irritarsi e stupirsi se i giornalisti li definiscono "estremisti in cravatta" e "fascisti dichiarati". Evocano lo Sturm und Drang "tempesta e assalto" e dedicano un pensiero ai "ai patrioti irlandesi" di Belfast. Si appropriano dello slogan "Dio, patria e famiglia", tante volte riproposto in chiave sovranista da Meloni anche durante la campagna elettorale delle Politiche 2022.