Dice che il centrodestra non lo vuole, che lui è aperto al dialogo. Ma intanto non passa giorno senza che Roberto Vannacci attacchi i leader dei partiti – potenzialmente – alleati. Oggi, per la prima volta, nel suo mirino è finita persino la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che come tutta Fratelli d’Italia è sempre stata molto silente – per scelta – sul posizionamento di Futuro nazionale. Dal punto di vista più strettamente politico, e tecnico, il partito del generale ha presentato la prima proposta di legge che si configura, a tutti gli effetti, come uno sgambetto a Matteo Salvini: creare un ministero per la casa.

Il debutto legislativo dei quattro deputati di Fn suona come un dispetto al ministro delle Infrastrutture, che ha proprio la delega sulle questioni abitative. E che l’ha esercitata, di recente, contribuendo al Piano casa varato a inizio maggio. E invece la nuova “componente politica” vannacciana alla Camera punta a modificare la legge Bassanini, che fissa i ministeri nel numero massimo di 14. Fn, invece, vuole creare un ministero ad hoc, con fondi, personale e uffici, e che si occuperebbe di riqualificazione urbana, housing sociale e sviluppo delle politiche abitative. Erodendo, guarda casa, funzioni, fondi e raggio d’azione al ministero in mano a Salvini e, contestualmente, sfidandolo su sfratti e case, mantra della narrazione salviniana.