I consensi che il generale guadagna con la sua radicalità sono in gran parte aggiuntivi rispetto al bacino elettorale dei partiti di destra. È un argine alla dispersione della destra arrabbiata. Inoltre può consentire a meloniani e salviniani di offrire un volto più presentabile a un elettorato moderatoRoberto Vannacci sbuca dal nulla quando un suo libro, autopubblicato sulla piattaforma Kindle Direct Publishing, comincia a diffondersi al di là della stretta cerchia dei compagni d’arme. E in breve diventa il fenomeno editoriale del 2023 sfiorando, con le varie edizioni, il milione di copie. Bisogna partire da qui per inquadrare la fortuna politica del generale. Come mai un successo così imponente? Intanto, detto en passant, qualche interrogativo sulle fortune editoriali dei leader della destPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Piero IgnazipolitologoProfessore ordinario, insegna al dipartimento di scienze politiche e sociali all'Università di Bologna. Dal 2009 al 2012 ha diretto la rivista Il Mulino.
Per la destra Vannacci è più una risorsa che un problema
I consensi che il generale guadagna con la sua radicalità sono in gran parte aggiuntivi rispetto al bacino elettorale dei partiti di destra. È un argine alla dispersione della destra arrabbiata. Inoltre può consentire a meloniani e salviniani di offrire un volto più presentabile a un elettorato moderato
Il libro autopubblicato di Vannacci raggiunge 1M copie nel 2023, trasformandolo in asset politico che attrae voti addizionali per la destra. Offre ai partiti di centro-destra lo spazio per un appeal moderato senza alienare il fronte radicale.













