Fino al 2023 Roberto Vannacci era noto soprattutto negli ambiti militari. La svolta arriva con la pubblicazione del libro Il mondo al contrario, che in poche settimane si trasforma in un caso politico e mediatico. Le posizioni estremiste espresse su immigrazione, identità nazionale, diritti civili e inclusione generano un’ondata di critiche da parte di esponenti politici e opinionisti.
Mentre una parte dell’opinione pubblica ne contesta i contenuti e linguaggio, un’altra lo considera una voce fuori dal coro, capace di esprimere idee che ritiene poco rappresentate nel dibattito pubblico. Proprio quella “tempesta” mediatica contribuisce a renderlo uno dei nuovi personaggi più discussi del Paese.
L’approdo alla Lega e il boom di consensi
A intuire il potenziale politico del generale è Matteo Salvini. La candidatura alle elezioni europee rappresenta una scommessa che si rivela vincente: Vannacci raccoglie un consenso personale enorme, raggiungendo i 500mila voti e diventando uno degli esponenti più votati della Lega stessa.
Il risultato rafforza il partito, ma al tempo stesso modifica gli assetti interni. Fin dai primi mesi emerge una particolarità abbastanza rilevante: il generale non appare come un semplice dirigente di partito, bensì come una figura dotata di una propria identità politica e di una base di sostenitori molto chiusa.










