"Sono sicuramente un generale, cosa che ha caratterizzato 40 anni della mia vita con l'impegno delle armi e nella difesa della patria. Sono un politico, ma non mi definisco di estrema destra. Mi definisco di destra autentica, fiera di essere destra e non rinnega nulla della propria identità”. Roberto Vannacci si presenta così a Lilli Gruber, ospite della trasmissione Otto e mezzo su La7. Parla di migranti: “Se vanno deportati? Se con deportazione intendiamo movimentazione coatta al di là della loro volontà, certo”. Critica il governo Meloni: “Non ha fatto le riforme annunciate” e di alleanze (“si faranno a ridosso delle elezioni”). E accusa Matteo Salvini di averlo usato “per prendere 500mila voti”
Dall’esercito alla politica. Così l’ex generale spiega il motivo della sua discesa in campo: “Sono un marito devoto e fedele, che si è sposato tardi e in età avanzata ha scoperto la bellezza di avere una famiglia e dei figli e di dare tutto per loro. La mia scelta di fare politica nasce proprio da loro, non per altre motivazioni. Sono un europarlamentare del gruppo di Europa delle Nazioni sovrane che si riconosce per avere una determinata linea politica caratterizzata dalla difesa della sovranità dei popoli e delle nazioni europee”, spiega il leader di Futuro nazionale.












