Ma non si è posto freni Vannacci, che ha coinvolto ogni aspetto della linea di Futuro Nazionale. Sul piano identitario, il leader di FnV ha detto orgoglioso di essere “un politico di destra autentica”, non di estrema destra, e ha rivendicato coerenza contro un centrodestra che oggi, a suo dire, sarebbe diventato “diffidente” verso di lui pur avendolo accolto quando era nella Lega. Anzi, ha rilanciato lo scontro personale con il leader del Carroccio: “Non ho usato Salvini, lui ha usato me per prendere 500mila voti”, ha detto, sostenendo che i 100mila iscritti raccolti dal suo partito in tre mesi sarebbero la prova del consenso personale portato in dote. E a chi accusa Futuro Nazionale di raccogliere scarti politici, ha replicato con una formula volutamente provocatoria: “Voglio la sporca dozzina”.Sulla riforma elettorale ha ribadito, come emerso in giornata, di voler ridisegnare le quote di genere nelle liste: “Le donne valgono per quello che sono, non per il sesso che hanno”. E poi, parlando di diritti civili, è tornato a citare il suo ex partito: “Se la Lega si presenta come promotrice della famiglia naturale e poi invita i rappresentanti della comunità Lgbtq alle riunioni di partito non è un problema di Vannacci, rimasto coerentissimo coi propri principi, valori e ideali”. Poi l’affondo: "I rappresentanti Lgbtq non li metto alla porta, ma non li invito alle riunioni di partito né mi metto a discutere su determinati paletti, secondo me sono estremamente chiari, su quella che è la famiglia naturale, che continuo a promuovere. Non capisco perché il frutto di un orientamento sessuale, quindi di un gusto personale, debba dare luogo a diritti”. E infine ha attaccato Marina Berlusconi, dicendo che dovrebbe spiegare “a che titolo parla”, altrimenti Forza Italia apparirebbe come “un partito eterodiretto dalla finanza e dall’editoria”.