Poi prende la scena Vannacci, che ringrazia chi è arrivato “da terre lontane dal Trentino, dalla Liguria, dalla Sicilia” e subito ribalta con orgoglio le tante etichette che gli avversari gli stanno cucendo in questi giorni, ribadendo anche alcuni concetti espressi nell’intervista con Lilli Gruber. “Noi rappresentiamo lo scarto e la feccia e siamo orgogliosi di esserlo. In Parlamento siamo una sporca dozzina, qui siamo i figli di nessuno e fierissimi di esserlo”. Da lì passa all’affondo contro il centrodestra: “Ci hanno detto che stiamo aiutando la sinistra. Ma io mi dovrei alleare adesso con quest’alleanza di centrodestra che continua a portare avanti l’agenda Draghi, il green deal?”. E ancora, stringendo il campo: “O con noi di Futuro Nazionale, guardiani del sovranismo e della cittadinanza, o con Von der Leyen, Draghi, multinazionali e globalismo”. Sulla questione migranti, non si nasconde: "Noi non ci vergogniamo di dirlo e anzi vi chiedo di dirlo anche voi: 'L'Italia agli italiani'". Per poi aggiungere: "Sono io Stato sovrano che decido quante persone entrano legalmente nel mio Paese. Nella mia concezione, nel momento attuale, non ne deve entrare nessuno. Spendo una parola su Futuro nazionale che è un progetto politico italiano, non africano. Noi non siamo africani e non ci sentiamo africani. Noi siamo radicati nella tradizione romana e cristiana e ancorati con i piedi a terra".A un certo punto, il leader di Futuro Nazionale chiede alla platea di alzarsi in piedi e legge la preghiera dei parà francesi, scritta da André Zirnheld nel 1938. “Non Ti chiedo il riposo o la tranquillità. Dammi l’insicurezza e il tormento. Dammi la lotta e la crudeltà. Dammi il coraggio, la forza e la fede”, recita dal palco. Poi la preghiera si fa motto: “Con la forza e la fede andremo avanti, il resto lo conquisteremo da soli”. Non manca l’attacco ai media, trattati come un corpo ostile. Vannacci menziona giornalisti “infiltrati” con “il registratore nascosto”, li descrive come quelli che continueranno a scrivere su di lui e sui suoi per dimostrare che sono “feccia” e “scarto”. Come riporta il Corriere della Sera, seguono anche sue battute sui “pelati”, su chi ha “tatuaggi” o “monili strani”, fino alla provocazione finale: “C’è qualche massone?”. Dal centrodestra resta il gelo: nessun big nazionale è presente, da Meloni a Salvini fino a Tajani, tutti invitati ma assenti. “Sarebbe stato corretto secondo me rispondere partecipare anche solo per un saluto”, ha detto in merito Vannacci. “Non ho avuto parole tenere per loro, ma questa è la politica”.
Vannacci dall'assemblea costituente di Futuro nazionale: "Non ci vergogniamo di dire 'l'Italia agli italiani'. Fieri di essere la feccia"
Il leader di FnV, dal palco di Roma, punge il centrodestra e gli altri leader assenti: "Li abbiamo invitati, sarebbe stato corretto partecipare". Poi si scatena










