Contrordine compagni, Roberto Vannacci da ieri è un po’ meno impresentabile. Certo, resta un pericoloso reazionario di destra, ma adesso che mollando la Lega rischia di creare problemi al centrodestra, lo è un po’ meno. Anzi, quasi quasi è diventato simpatico. È questo il sunto ricavato dalla lettura dei giornali e dei siti di sinistra in edicola e online ieri. Certo, nessuno arriva all’inchino all’ex generale, ma i toni livorosi, sprezzanti, che le firme rosse usavano fino a pochi giorni fa contro Vannacci, si sono improvvisamente ammorbiditi. La speranza è che possa erodere voti al centrodestra permettendo al campo largo di vincere le prossime politiche. E siamo certi che nelle prossime settimane si moltiplicheranno gli spazi per spiegare per filo e per segno come, dove e quando, il generale intenderà dirigere le sue truppe. È il gioco più vecchio del mondo e non ci verrà risparmiato nemmeno questa volta.

Repubblica si spinge a scrivere, in un commento «E via. È partito, e chi lo ferma più il Vannacci?». Capito? Quello che fino a pochi giorni fa era il “capo dell’internazionale nera”, adesso è diventato amichevolmente “il Vannacci”. Come il vecchio amico che si incontra al caffè per parlare di calcio, donne e politica. In generale sui quotidiani progressisti i toni si fanno meno grevi. Si analizza in lungo e in largo come, dove e come l’ex generale possa fare male al centrodestra. A questo punto vale tutto.