ROMA Il diavolo è nei dettagli o, meglio, nelle percentuali. Quelle che il nuovo partito di Roberto Vannacci potrebbe raggiungere nei sondaggi. Se l'addio del vicesegretario ed eurodeputato della Lega non è una doccia freccia - quanto piuttosto una mossa attesa (e temuta) da tempo - il vero cruccio per il centrodestra, ora, è capire quanto il suo movimento, a destra del centrodestra, potrà "pesare". E, conseguenza inevitabile, quali saranno i partiti da cui potrebbe drenare voti e consensi.
Per adesso i punti fermi, più che su Futuro nazionale - questo il nome del nuovo partito in fieri - sono sul suo leader: «Vannacci riscuote il 26% di fiducia nell'opinione pubblica», spiega Livio Gigliuto, presidente dell’Istituto Piepoli. Che, tuttavia, è cauto nell’affermare che questo gradimento possa tradursi in consenso elettorale immediatamente spendibile: «Non basta un leader, serve costruire una struttura, questa è la sfida per Vannacci». Non è detto, però, che il partito guidato dall’autore del contestatissimo “Il Mondo al contrario” possa far gola solo a un segmento dell’elettorato della Lega: secondo una recente rilevazione realizzata sempre dall’Istituto Piepoli, sono i votanti di Fratelli d’Italia a manifestare un sentimento più positivo nei confronti del generale, almeno prima della rottura con Matteo Salvini. Un dato che si porta dietro una serie di considerazioni.












