Roberto Vannacci lascia la Lega e lancia un nuovo partito, portando con sé oltre 560 mila preferenze e un’idea di destra più identitaria. La sua mossa scuote il centrodestra, apre nuovi equilibri e potrebbe pesare sulle prossime elezioni. Per il generale si apre quindi una sfida tra consenso reale, visibilità mediatica e capacità di costruire una squadra politica.

Neanche dipinta sul muro, e non è una metafora. Il Vaticano ha assecondato l’urgenza fisiologica della sinistra italiana e al grido «Vade retro Giorgia» ha imposto di oscurare al volo il volto dell’angelo nella cappella di San Lorenzo in Lucina a Roma, accostato (con qualche ragione) al profilo della premier Meloni. Ieri, evidentemente così terrorizzato da perdere il sonno e la faccia (la sua), il restauratore Bruno Valentinetti ha preso il pennello e ha tirato due mani di calce sul cherubino cancellandone le fattezze per non avere ulteriori grane dai datori di lavoro in tonaca.

A Cortina esistono ancora alcune strutture costruite per le prime Olimpiadi in Italia. La loro storia alla vigilia dei nuovi giochi del 2026.

Si avvicina la data del referendum e, in mezzo a un mare di slogan, se fossi una persona non esperta di diritto probabilmente voterei per tifoseria. Ma il referendum è una cosa seria, è un momento importante in cui chi di solito non ha voce in capitolo può finalmente dire la sua.