L’onda del generalissimo mina gli equilibri della coalizione. E spinge il partito di Salvini in un cul-de-sac. Forse i tempi sono maturi per una nuova corrente nordista.

Grande è la confusione sotto il cielo leghista. L’onda Vannacci si gonfia nei sondaggi e con nuove reclute. E dopo il sorpasso di Vigevano, assurta a Caporetto pavese, e il conseguente commissariamento dei vertici locali, si cerca di reagire.

I leghisti rischiano di dover ingoiare il rospo Vannacci

I numeri però non permettono slanci. La Lega, stando ai sondaggi più ottimistici, veleggia intorno al 7 per cento, ma il trend è in calo, mentre Futuro Nazionale supera il 4 ed è in crescita. Se la tendenza fosse confermata, sarebbe difficile per il centrodestra chiudere la porta al generale, come pare chiedere Marina Berlusconi. Soprattutto davanti allo spauracchio di un pareggio nel 2027. L’opzione Calenda resta sul tavolo, ma Azione non si sposta dal 3 per cento, virgola più virgola meno. Sì, potrebbe essere una carta da giocare a Milano o Roma, ma da qui alle Politiche tutto può cambiare. E i leghisti traditi potrebbero essere costretti a ingoiare il rospo, scendendo a patti con colui che, dopo aver scalato il partito con la benedizione di un incauto Salvini, se ne è andato sbattendo la porta.