Il centrodestra spera in un miracolo ma dovrebbe essere di quelli grossi per evitare ai tre leader di dover fare i conti con il quarto incomodo, Roberto Vannacci. Il generale si sente lanciato, non ha vincoli di sorta, bombarda direttamente Arcore.
Sbarca per la prima volta al Pirellone con due consiglieri regionali e ai margini della conferenza stampa convocata per cantare vittoria prende di mira la primogenita del cavaliere: «Marina Berlusconi è segretario generale di Forza Italia? Quale ruolo ha? Quando dice “noi” a chi si riferisce? Stiamo dicendo che la politica o che alcuni partiti italiani sono eterodiretti dal denaro e dall’editoria?». Noi Moderati si risente: «Parole di bassissimo livello. Confermano che non ha niente a che fare con i valori e la cultura di centrodestra». Il graduato non esita a rispondere: «Ho sentito latrati di lupi che non riescono a raggiungere l’1%».
SUL RAPPORTO dei suoi due nuovi consiglieri con la giunta di centrodestra il leader di Futuro nazionale resta sul vago: si vedrà. E si vedrà anche se schierarsi con il centrodestra a Vigevano, dove il candidato sostenuto da Fn ha fatto il pieno, 14%, ed è decisivo nel ballottaggio. Vannacci promette comunque di essere presente, forse anche con un suo candidato, a Roma e Milano e dispensa sberle al centrodestra: «Gioca spesso il ruolo di una sinistra non alla moda, forse per questo perde credibilità». Già che ci si trova strizza l’occhio ai duri e ai nostalgici delusi dalla premier: «Almirante è un esempio, una colonna portante del pensiero della destra dal dopoguerra in poi e un brillante oratore». Fa sapere di approvare il premio di maggioranza nella prossima legge elettorale, «però ci vogliono anche le preferenze».












