Domenica 17 maggio, la magnifica Piazza Ducale, il salotto buono di Vigevano, si era riempita di gente. Nell’antica e tranquilla cittadina lombarda, già famosa per l’industria calzaturificia e adesso luogo aperto alla modernità, si affacciava per la prima volta Roberto Vannacci, il generalissimo uomo della destra-destra a sostegno del candidato a sindaco Furio Savilla. Dalla piazza piena sono uscite le urne piene: Savilla è arrivato quarto, ha preso la bellezza del quattordici per cento ed è decisivo al ballottaggio. Un risultato eccezionale.
Certo, siamo a Vigevano e non in una grande città, ma è la riprova che l’uomo nero va forte. È di moda. Attrae i fascistoni delusi da Giorgia Meloni e i leghisti duri e puri altrettanto delusi da Matteo Salvini, che nei sondaggi è poco più avanti di Futuro Nazionale, giovani senza bussola e istintivamente “contro”, putiniani, gente anti-sistema e quant’altro. Un qualunquismo nero al momento fuori dal centrodestra anche se la cosa non è ancora stata chiarita.
Ebbene, ormai è sicuro che Vannacci sarà una delle variabili impazzite della fase pre-elettorale. Che farà? Soprattutto, cosa faranno Meloni&Salvini? Prevede Marco Travaglio: «Vannacci è intelligente, andrà con la destra». È probabile che finirà come dice il direttore del Fatto, cioè che il Generale mercanteggerà un po’ di seggi e che la premier glieli darà in cambio di quei voti che potrebbero garantirle il premio di maggioranza previsto dal Melonellum (sempre che la riforma elettorale venga approvata).










