​PORDENONE - «Prendo atto della decisione della maggioranza del consiglio comunale, dopo un lungo iter durato due anni che mi ha reso esausto. Ritiro la donazione dei 125 alberi destinati all’Interporto. La piantumazione sarà spostata a Varese, inviterò i cittadini di Pordenone a visitare lì quello che doveva essere il loro bosco». Non nasconde l’amarezza Daniele Zanzi, il noto agronomo varesotto che strinse la mano alla regina Elisabetta, conosciuto come l’avvocato degli alberi. Con una lettera destinata al sindaco di Pordenone Alessandro Basso, l’esperto ha annunciato ufficialmente il ritiro della sua donazione, 125 giovani alberi - un boschetto di frassini, platani, carpini, faggi e aceri di monte - che aveva deciso di regalare ai cittadini. Motivo della revoca, Zanzi aveva chiesto che sulla targa da esporre nel bosco fosse spiegata la ragione della donazione. Ovvero ricompensare i residenti che nel 2024 si erano spesi contro l’abbattimento di 47 tigli nella zona dell’ex Fiera per lasciare spazio al centro sportivo polivalente Polo Young. «Il valore ecosistemico dei tigli abbattuti - spiega l’esperto - ovvero l’insieme dei benefici materiali e immateriali che le piante generavano per l’ambiente e la collettività, era pari a circa 200-300mila euro all’anno. Lo abbiamo calcolato tramite il sofware i-Tree, realizzato dal ministero dell’Agricoltura americano, che traduce in dollari e in euro i benefici prodotti dagli alberi legati alla riduzione di polveri sottili, produzione di ossigeno e di contrasto al cambiamento climatico».