PAVIA. Interviene sull’abbattimento degli alberi all’interno del Collegio Volta Legambiente che parla di «intervento lontano dalle buone pratiche legate alla transizione ecologica» e spiega: «Mentre a livello globale si parla di riforestazione urbana, decementificazione, isole di calore e strategie di adattamento ai cambiamenti climatici, l’azione locale sembra spesso muoversi nella direzione opposta, applicando soluzioni drastiche». E il caso degli alberi del collegio Volta, per l’associazione ambientalista, «evidenza una grave mancanza di pianificazione, ancora più grave in quanto si tratta di una struttura universitaria». «Da un ente pubblico che gestisce spazi dedicati alla formazione e alla cultura, come Edisu, ci si aspetterebbe una sensibilità maggiore - sostiene Giovanni Fustilla, presidente di Legambiente -. I cortili dei collegi sono micro-ecosistemi e oasi di benessere termico e psicologico per gli studenti. Sacrificare il verde monumentale o adulto per risparmiare sui costi di una progettazione integrata è una scelta miope: un albero impiega decenni a crescere e a fornire i suoi servizi ecosistemici, come ombra, abbattimento della Co2, mitigazione della temperatura, mentre un marciapiede può essere riprogettato e sistemato in pochi giorni con le giuste competenze». Il riferimento è alla necessità di abbattere gli alberi anche a causa delle radici che avevano sollevato parte della pavimentazione, creando problemi soprattutto agli studenti con difficoltà di deambulazione. Il Collegio intendeva eliminare 20 piante ad alto fusto con l’intenzione di ripiantumarne 25. Ne sono state tagliate 16. Poi lo stop da parte del Comune che, dopo un sopralluogo, aveva inviato una diffida chiedendo anche la perizia di un agronomo. «La perizia ci è stata trasmessa - fa sapere l’assessore all’Ambiente Lorenzo Goppa -. La stiamo leggendo attentamente e stiamo valutando di chiedere approfondimenti che certifichino in modo inequivocabile la necessità degli abbattimenti». In attesa della decisione definitiva del Comune, restano le perplessità di alcuni cittadini, che avevano avviato una petizione che ha superato le 576 firme, e di Legambiente. «Tagliare o potare drasticamente alberi in piena estate danneggia la salute della pianta e la biodiversità urbana – sostiene Fustilla –. È il periodo cruciale per la nidificazione dell’avifauna e la riproduzione di molte specie e interventi del genere rischiano di distruggere nidi e habitat sensibili, andando spesso contro i regolamenti locali sul verde urbano». Il presidente dell’associazione ricorda che oggi esistono tecniche ingegneristiche e agronomiche per far coesistere piante e infrastrutture pedonali, si possono «realizzare pavimentazioni drenanti e flessibili, barriere sotterranee anti-radice per mandarle in profondità e sottofondi strutturali che sostengono il peso del marciapiedi lasciando uno spazio vuoto per la crescita delle radici».