Pavia. Una petizione per fermare l’abbattimento di venti alberi nell’area interna del Collegio Volta. A promuoverla sono stati alcuni cittadini che parlano di “scempio ambientale” e chiedono di fermare il taglio di piante storiche, avviato nei giorni scorsi e fermato dal Comune che, dopo un sopralluogo della Polizia locale, ha inviato una diffida all’Edisu, ente di cui fa parte la struttura collegiale. Lo stop, imposto dal Mezzabarba, è dipeso dalle tempistiche degli abbattimenti, inizialmente programmati in aprile per motivi di incolumità pubblica, e dalla mancanza di una perizia agronomica. «Appena avvertito, mi sono recato sul posto con l’assessora Moggi - spiega Goppa -. È immediatamente intervenuta la Polizia locale che ha fermato l’intervento in quanto sono venute meno le motivazioni di tutela dell’incolumità pubblica, visto che la comunicazione era datata primo aprile. Non era stata presentata la perizia di un agronomo che accertava la necessità di abbattimento, peraltro il regolamento del Parco del Ticino vieta queste operazioni nel periodo di nidificazione dell’avifauna». Quali piante Finora sono stati abbattuti 16 alberi, alti tra i 20 e i 30 metri, «che da decenni garantiscono ombra, biodiversità e mitigazione del calore urbano», si legge nella petizione che, al momento, ha superato le 330 firme. «Le ragioni di “urgenza”, riconducibili al deterioramento dei cordoli dei marciapiedi provocato dall’apparato radicale - spiegano i promotori - non sono plausibili. Si tratta di una criticità nota da diversi mesi, se non anni». «Sono stata testimone oculare degli abbattimenti che chiediamo di non proseguire – dice la professoressa Elena Giulotto –. Chiediamo anche la pubblicazione della perizia agronomica che attesti l’effettivo e imminente pericolo di crollo di ogni singola pianta abbattuta e la piantumazione immediata di nuovi alberi ad alto fusto per sostituire quelli eliminati». Le richieste Nella petizione si domandano poi soluzioni alternative al taglio di altre piante, ad esempio con la costruzione di percorsi sicuri, accessibili anche alle persone con disabilità. «Dal punto di vista culturale mi sembra una decisione sbagliata, anche in caso di un’eventuale urgenza – sostiene Ioanni Delsanti, docente di Progettazione architettonica del Dicar –. Ai nostri studenti insegniamo l’etica della progettazione, quali siano gli interventi idonei a contrastare il cambiamento climatico. E invece si fanno abbattimenti indiscriminati nel perimetro del campus universitario». In un’epoca di emergenza climatica, con 38-39 gradi all’ombra, questo intervento miope e sbagliato, si legge nella petizione, contribuisce all’incremento del calore urbano invece che a mitigarlo. La posizione di Edisu «Abbiamo inviato la relazione al Comune che deciderà se autorizzare il proseguimento degli abbattimenti - fa sapere il presidente di Edisu Giuseppe Faita -. Abbiamo operato secondo le norme e verificata l’assenza di nidi. L’intervento si era reso necessario per motivi di sicurezza: gli alberi erano malati e le radici, superficiali, avevano sollevato gli autobloccanti del sentiero, creando problemi sopratutto agli studenti con difficoltà di deambulazione. Ripiantumeremo 25 piante, più adatte a contrastare il caldo e con un diametro tra i 10 e i 20 centimetri».