HomePaviaCronaca“Fermate questo scempio”: oltre trecento firme per salvare gli alberi del collegioPavia, decollata una petizione on line in difesa delle piante ad alto fusto nel Volta: “Stanno eseguendo gli abbattimenti in piena stagione di nidificazione”Gli abbattimenti hanno preso il via nel cortile del Volta il 30 giugno; Edisu, ente di cui fa parte il collegio, aveva comunicato al Comune di voler procedere con l’intervento perché gli alberi mettevano a rischio l’incolumità pubblicaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciPavia – “L’Università che insegna ai suoi studenti a riprogettare gli spazi urbani tenendo conto dell’emergenza climatica, è la prima ad abbattere alberi ad alto fusto perché le loro radici hanno deteriorato i cordoli dei marciapiedi”. Ioanni Delsante, docente di progettazione architettonica del Dicar è tra i firmatari di una petizione lanciata ieri sulla petizione change.org per bloccare l’abbattimento di un filare di alberi ad alto fusto che ombreggiava il parcheggio del collegio Volta.
L’appello
“Fermiamo questo scempio ambientale”: chiedono oltre 300 cittadini che ieri in poche ore hanno firmato l’appello deciso ad arrivare a 500 firme. L’intervento è partito il 30 giugno, ma quei pioppi e altre specie che cadevano come birilli non sono passati inosservati. È immediatamente scattata la segnalazione all’amministrazione comunale che si è presentata con la polizia locale e ha notificato ad Edisu una diffida. L’abbattimento ora è fermo in attesa che venga prodotta una perizia agronomica, le polemiche invece aumentano. “Le piante vengono abbattute in piena stagione di nidificazione dell’avifauna – si legge nel testo della petizione –. Non possiamo restare a guardare mentre si calpesta la direttiva europea che vieta tassativamente di distruggere nidi e disturbare la fauna durante il periodo riproduttivo”. Edisu, ente del quale fa parte anche il collegio Volta, in aprile aveva comunicato al Comune di voler procedere con gli abbattimenti “perché gli alberi erano pericolosi per l’incolumità pubblica”.









